martedì 6 maggio 2008

5 maggio 2008: una rondine è volata in cielo...

Ieri 5 maggio, una rondine è volata in cielo...

Ricordate questa data: 5 maggio 2008.
Ricordate questo posto: Verona.
Ricordate questo nome: Nicola.

Tutti si interrogano su quanto stia accadendo in Italia e non solo da noi.
Dobbiamo tornare a vivere per gli altri e non contro gli altri. Dobbiamo cercare di cambiare questo modello sociale che ci vede sempre contrapposti, per carriera, per denaro, per politica, per un maledetto parcheggio, per una maledetta sigaretta... Questo abbiamo insegnato alle nuove generazioni. E' questo che volete continuare a insegnare ai vostri figli?

Attenzione ragazzi! Stiamo prendendo una brutta piega, che ci potrebbe far ricascare indietro di qualche decennio, ad anni oscuri di violenza e guerra civile.

In un momento storico dove la tensione sociale è altissima, la terza carica dello stato, Fini, si permette di contrapporre una morte - nera - a una manifestazione "sgarbata" rossa (quella di Torino). Che follia! Da parte di una carica istituzionale così importante che dovrebbe pensare al bene del Paese e non si rende conto che in questo modo alimenta lo scontro tra destra e sinistra in una fase dove né la destra radicale e né la sinistra radicale sono rappresentate in parlamento e potrebbero sfogare questa repressione nella società!

Ma cazzo! Come si fa a non rendersi conto? Come si fa a giocare con una polveriera così pericolosa? Come si può contrapporre una morte a una manifestazione? Come si può strumentalizzare una morte? Come si può ancora giocare con la morte facendosi paladini di uno schieramento contro l'altro? Questi sono momenti in cui le istituzioni devono cercare COESIONE!

Ricordate quello che è avvenuto in questi giorni e pregate iddio che non succeda più nulla. Le istituzioni ne sarebbero responsabili; le istituzioni devono essere come padri di famiglia, i quali non possono alimentare l'odio tra i figli! Vergogna!

Io sono disgustato!

3 commenti:

mancio ha detto...

quando in qualche post precedente scrivevo di sessantotto e di "gruppi integralisti" appunto cercavo di dire qualcosa di simile a quello che dici tu:

"...Stiamo prendendo una brutta piega, che ci potrebbe far ricascare indietro di qualche decennio..."

forse non mi ero spiegato bene, non era riferito al movimento di Grillo ma ai vari gruppi estremisti di destra e sinistra.
Credo comunque che non riusciranno a organizzarsi come avevano fatto nei '70, non ne avrebbero ne la capacità e nemmeno una vera convinzione.

massileo ha detto...

ottima osservazione. non avevo capito che il tuo riferimento era ai gruppi estremisti di oggi (destra e sinistra). è assolutamente vero, le tensioni aumentano perché c'è un disagio sociale che non è calmierato: dalle famiglie, dalla politica, dalla scuola, dalle ideologie (infatti questi di oggi sono gruppi di fanatici che non hanno nemmeno un obiettivo conscio o preciso). il fatto che non siano organizzati mi preoccupa invece molto, perché ciò porterà a una diffusa isteria, non inquadrabile e difficilmente contrastabile se non rivedendo completamente il nostro modello sociale. la politica non ci aiuta quando volgarizza il linguaggio, accende i toni e polarizza lo scontro. le famiglie sono assenti e non intevengono con un modello pieno, positivo e sostitutivo alla noia esistenziale di questi ragazzi, che non hanno ricevuto nulla se non messaggi di competitività, lucro, ecc...

Mara ha detto...

Questa è una di quelle notizie che non vorrei mai sentire. Una notizia che colpisce come un pugno nello stomaco. Perchè è vero che i nostri giovani sono allo sbando, lo sono sempre di più, e la colpa è degli adulti, tutti gli adulti che hanno rinunciato ad un compito primario: quello di educare, di insegnare, di prendersi cura, di proteggere, di punire quando è giusto. Non si può abdicare a questo compito, eppure sempre più gente lo fa. Dov'erano i genitori di quei 5 ragazzi mentre loro erano per strada a massacrare una persona a caso? E dov'erano mentre stavano crescendo in modo tanto deviato? é vero che le istituzioni sono allo sbando. Ma la prima istituzione, la cellula fondamentale della nostra società è la famiglia... ed è l'istituzione più in crisi di tutte.