mercoledì 25 gennaio 2012
mercoledì 27 maggio 2009
Ode al Gibba
Io me lo immagino poco elegante,
lento, flemmatico e ciabattante,
calzino corto, sguardo sognante.
Evviva il Gibba! Uomo intrigante.
Schivo, solingo, un po' lunatico,
metà poeta, metà pragmatico,
mente dinamica e passo statico.
Evviva il Gibba! Uomo informatico.
Bestia cautissima, in rete gira
e si fa attendere da chi l'ammira.
Su quel divano, ronfa o sospira?
Evviva il Gibba! Uomo senz'ira.
Spesso m'annoio d'ogni altro evento,
ma attendo trepida il suo commento...
anche se infine non lo comprendo.
Evviva il Gibba! Uomo tremendo!
Mara Bagatella - 26 maggio 2009
lunedì 26 gennaio 2009
Senzadolore
dove il sole è caldo,
là nella terra Senzadolore
dove non esistono
catene.
Andiamo
dove c’è musica
e fiori grandi
dai colori mai visti
e profumi nell’aria
e farfalle.
Se esiste, amore
la terra Senzadolore
chiudiamo gli occhi
e andiamoci,
cosa stiamo aspettando?
Presto
presto
prima che il sogno
finisca.
Mara Bagatella, 25 gennaio 2009
venerdì 12 dicembre 2008
Notte di luce
Che in stelle il pianto muti
Questo silenzio
Di mille campanelle
Ricomponi
In forma di dolce ondulata collina
Sotto una coltre
Di cielo
Velato di seta.
Serena bellezza sognata
Che non puoi posare
Un soffio di sabbia rosata
Ti porta
Rendendo danza
I passi di ognuno che sfiori
E vani i pensieri
Che non siano d’amore.
venerdì 14 novembre 2008
Eden
in questo nuovo eden
dato che non c’è più differenza
tra bene e male
ditemi subito
dov’è l’albero
della Conoscenza
perché voglio essere cacciata
via
da questo paradiso.
8 luglio 2008
venerdì 24 ottobre 2008
Autunno
stagione di velate ombre sospese,
di frenesia in attesa del riposo,
di vite in equilibrio, accese, appese.
Autunno azzurro, tempo di sorprese,
come il tuo cielo, nuvoloso, aperto,
in moto sempre, inquieto, ansioso, incerto,
come il migrante che non ha paese.
16 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
Sei in anticipo
amore mio
non sono ancora pronta.
Non ho infilato le calze
messo il rossetto
non ho ancora cominciato a pettinarmi.
Mi dispiace
mi vedi cosi
in disordine…
Avrei voluto essere bella
essere perfetta
invece no.
Sei arrivato
come la Primavera
a febbraio
e so che non è
normale.
Tra pochissimo
sarà di nuovo freddo
e una gelata
ucciderà tutti questi incauti germogli.
Non è ora
ma sei già qui
cosa posso fare?
So già che stai pensando
di tornare indietro
e far terminare
in fretta
questo tempo ingannevole.
Da “La Primavera a Febbraio”
10/02/01
giovedì 18 settembre 2008
Quando
e spegni la sveglia
prima ancora che suoni.
Quando semini e poi
ti dimentichi
di portare acqua.
Quando senti un profumo
nell’aria
e ti ricorda qualcosa
che subito sfuma
nell’aria calda dell’estate.
Quando avverti un dolore
sordo
e sottile
e lo inghiotti e vai avanti
perché, tanto,
non è abbastanza forte.
Quando rimani
a guardarti
nello specchio del bagno
a chiederti che ne sarà
dei sentimenti inespressi.
12 settembre 2008
giovedì 4 settembre 2008
Disse la Luna alla Montagna
Disse la Luna alla Montagna:
"Dicono tutti che sono una lagna
pallida, bianca, sola soletta,
sempre volubile, sempre di fretta,
con una schiera di corteggiatori
che non potrebbero esser peggiori!
Gente romantica, poeti, artisti,
e più mi guardano più sono tristi!
Ma sono stufa, voglio cambiare,
io questa notte vado a ballare!"
Così, mostrando la faccia nascosta,
senza aspettare una risposta,
la Luna truccata con molta cura
(era nottambula già di natura)
rotolò in fretta davanti all'ingresso
di un bel locale di grande successo.
Ma sulla pista scoprì con dispetto
che non faceva un bell'effetto
in mezzo alla folla stare pigiata,
lei che era al cielo abituata.
Un bellimbusto, guardando appena
la bella faccia da luna piena,
disse: "Sei grassa, santa pazienza!
Non sei alla moda, non fai tendenza!"
Lei, permalosa, con lo stivaletto,
gli tirò un calcio proprio diretto;
poi, già che aveva il vestito da sera,
lasciò la disco per la balera.
Maramannara 2002
venerdì 22 agosto 2008
Transfert
Dove sono andate
tutte le immagini
a cui pensavo?
Le ho trasferite
su di te.
Poster
ti ho attaccato addosso
occhi sorriso mani
di chi?
Ogni cosa al suo posto
ogni fazzoletto
nel suo cassetto
e vivere
in una casa di bambole
invece che in coda
nel traffico
nella nebbia
di questo umido inverno.
Tu sei così
pulito ordinato a posto
così sano
e asettico
che forse non ne ho voglia
di guardarti più da vicino
dentro
tra le labbra
giù per la gola
nello stomaco
nel cuore
tra ossa e visceri
non saprei dove
cercare
il resto.
(da “La Primavera a febbraio” 26.01.01)
sabato 26 luglio 2008
La memoria del mare
Dita d’alga
Tra antichi relitti
Cose vive
E cose morte
Tutte in moto
Di capelli
Di sirene
Sommersa invisibile immensa
Memoria del mare
Dolorosamente
Immemori
La mancanza.
venerdì 27 giugno 2008
Se tu mi prendessi come sono

non avresti bisogno di fiori dipinti
perché te ne porterei a mazzi
ogni giorno della tua vita.
spighe di grano a settembre
e nella bruma di gennaio
andrei a cercare i calicantus
che profumano i giardini d’inverno.
mucchi di foglie colorate
e ci salterei in mezzo
giocando
come fanno i bambini.
tutti i papaveri rossi
che sbucano lungo la strada
e te li porterei in sogno
perché non appassissero.
Quando la luce del sole è così bianca
da ferirti gli occhi
uscirei di casa
sfidando il meriggio
per prenderti i girasoli
e raccoglierne i semi
da conservare per tutto l’inverno.
a camminare in questa terra senza fiori
ogni seme nascosto desteresti
sole e pioggia
vi abiterebbero insieme
e come in un cerchio
nulla mancherebbe.
Da “La Primavera a Febbraio” 22/02/01
Mara Bagatella
venerdì 20 giugno 2008
Gabbiani
Eppure li ho visti
Appollaiati sui lampioni gialli
Sospesi
Tra i ponti e il fiume
Come sagome di cartone
Planare senza ritegno
Tra le discariche
E poi d’un tratto
Obbedire ad un muto richiamo
Scuotersi di dosso la nebbia
In cerchio chiamarsi l’un l’altro
E con un brivido
Di ritrovato selvaggio orgoglio
Cercare il mare.
Mara Bagatella
giovedì 12 giugno 2008
Sulla pagina bianca di nebbia
si intrecciano e si sovrappongono
con trasparenze di trine
lavorate da antiche mani rugose
spezzandosi
come segni d’acquaforte
i rami invernali
nei campi del Veneto.
Dietro la casa
al ricordo di una vigna
si attaccano i merli
al vino di casa
si raccontano i vecchi
agli odori di stalla
si artigliano ricordi
di quando eravamo così piccoli
da perderci in un metro di nebbia
da appenderci a un ramo di fico
senza romperlo
con peso di scricciolo.
Ora accanto agli orti
galline conigli automobili
e camion grigi di traffico
gelano il passato il presente
sciolgono in nulla catene parentali
e soprannomi
di contrade.
Da dove vengo?
Le mie case sono quadrate
e severe
come solide zie
che sanno versare la polenta
e pregare così di furia
come lavorano.
A chi appartengo?
Il mio ricordo è fuoco
di camino
e sedie impagliate
visceri di gallina vacche letamai
e gattini in soffitta.
In quale solco
di quale terra
ho perduto tutto questo
e che ne ho avuto in cambio?
Generi di conforto
e tranquillanti
non ha importanza.
Ogni radice
abbarbicata al proprio sasso
ha il proprio ramo
ha il suo ricamo
graffiato
sullo schermo del cielo.
Mara Bagatella
venerdì 6 giugno 2008
Se io fossi un gatto
guarderei le persone di soppiatto,
prenderei qualche topo all’occasione
ma alle automobili farei attenzione.
Se io fossi un gatto,
sarei molto soddisfatto
di restare acciambellato
in un angolo assolato.
Se io fossi un gatto,
farei all’amore senza pentimento,
miagolerei alla luna come un matto
ma mica sempre, sol quand’è il momento.
Se io fossi un gatto,
sarei di certo un gatto solitario
e nessuno penserebbe a questo fatto
come a qualcosa di straordinario.
Se io fossi un gatto,
farei le fusa solo a chi mi piace,
sarei più attento ed anche più distratto
e molto più d’adesso starei in pace.
Mara Bagatella
18 maggio 2008
mercoledì 28 maggio 2008
Filastrocca: Disse la Chiave
“Quel ch’io non chiudo, sai, poco dura.”
Disse la Serratura alla Chiave:
“Sai, non mi sembra poi tanto grave…”
Mara Bagatella
maggio 2008
lunedì 26 maggio 2008
Pausa di riflessione

Spegnere la radio.
Sbattere i tappeti.
Riordinare la stanza.
Contare alla rovescia
i battiti del cuore.
Tre
Due
Uno
Partenza per un altro pianeta.
Galleggiare
nello spazio infinito
dell’oblio.
Perdersi
e cercare
nella mappa astrale dei ricordi
la pista carovaniera
la via più breve
per l’oasi
prima che finiscano
le scorte d’acqua.
19/02/01
martedì 20 maggio 2008
Finale
trovare un buon finale
concludere in bellezza
una lettera
un concerto
un film.
La storia si dipana
la vita si evolve
la conclusione potrebbe essere
improvvisa
e non avere senso.
Sto pensando da tempo
a come chiudere
con stile
questa recita
non so ancora se sia meglio
lanciare fuochi d’artificio
o andarmene di soppiatto.
Sarebbe più garbato
un saluto ed un inchino
verso il gentile pubblico
o d’improvviso
chiudere le tende
e spegnere le luci
lasciando tutti di stucco?
Mentre ci sto pensando
forse qualcun altro ha già deciso
il giorno e l’ora
e il modo
e quale treno prendere
per lasciare il paese.
Mara Bagatella
Finale 03/02/2000
mercoledì 14 maggio 2008
Filastrocca: Il Poeta bancario
che le poesie non le scriveva sul diario
ma sul libretto al portatore
così un giorno per errore
le spese tutte per comprare
una casetta in riva al mare!
Mara Bagatella
09/05/2008
martedì 13 maggio 2008
Filastrocca: Disse Lucifero a Belzebù
Rispose il diavolo al caro compagno
