venerdì 20 giugno 2008

Gabbiani

GABBIANI


Eppure li ho visti
Appollaiati sui lampioni gialli
Sospesi
Tra i ponti e il fiume
Come sagome di cartone
Planare senza ritegno
Tra le discariche
E poi d’un tratto
Obbedire ad un muto richiamo
Scuotersi di dosso la nebbia
In cerchio chiamarsi l’un l’altro
E con un brivido
Di ritrovato selvaggio orgoglio
Cercare il mare.

Mara Bagatella

5 commenti:

Mara ha detto...

...e quando lo ritroveremo, noi, il "brivido di selvaggio orgoglio"?
Per quanto tempo continueremo a starcene appollaiati sul divano di casa, convinti di essere polli e non gabbiani?

Non pensavo certo a queste cose, quando, negli anni '90 (non ricordo più quando) ho scritto questa roba qui.
Abitavo a Verona, e, provincialotta com'ero (e sono) non avevo mai visto i gabbiani in città.
Li ho osservati per tutto l'inverno, con un senso di stupore e straniamento, chiedendomi cosa ci facessero lì... finchè un giorno, mentre attraversavo Piazza Brà, ho alzato la testa e ho visto questo grande cerchio di gabbiani che volavano in tondo... sembravano chiamarsi, erano sempre di più. E all'improvviso sono partiti, tutti insieme, come se si fossero dati un segnale, e (almeno x quell'anno) non li ho visti più.

massileo ha detto...

questa è una delle mie preferite. fin dalla prima parola 'Eppure' si intuisce una già disillusa incredulità. una mescita di nostalgia e di forza accudita, inesplosa. un buon amarone insomma... ;)

Mara ha detto...

"Eppure" non riesco a capire come tu faccia a capire...

La maggior parte delle volte non mi capisco nemmeno io!
Una volta o l'altra mi spiegherai di persona quali ti piacciano, quali no (o meno) e perchè; non abbiamo per niente gli stessi criteri... infatti a me questa non è che piaccia tantissimo.

massileo ha detto...

è che ognuno legge con il proprio frame mentale e ci aggiunge cose sue... :)

Mara ha detto...

Mi sa che hai proprio ragione! :-))