lunedì 2 novembre 2009

L'uomo in ritardo


(Salvador Dalì - La persistenza della memoria 1931 - Museum of Modern Art - New York)

Quasi tutte le mattine, salendo sul treno delle 8.26 per Padova, incrocio un signore di mezza età che scende dalla carrozza per fotografare il tabellone e immortalare l'inesorabile ritardo che oscilla dai 15 ai 45 minuti. Dopodiché risale sul treno, imprecando tra sé e sé. Giunti a Padova, quest'uomo intristito da anni di ritardi accumulati sui binari, scende definitivamente dalla carrozza, estrae la fotocamera digitale, punta il tabellone e scatta.

A Padova di solito il ritardo aumenta di altri 10 minuti. Cioé: in meno di 50 chilometri il treno Eurocity riesce ad accumulare ben 10 minuti di ulteriore ritardo.

Da quando atterra sulla banchina e per tutto il sottopasso, l'uomo dei ritardi non fa che borbottare con voce incalzante in direzione della mandria che, noncurante dell'esaurito pendolare, si avvia meccanicamente verso l'uscita e diretta al Mattatoio Civile. C'è chi si avvia verso il Grande Esamificio di Stato, pronto per un futuro da precario, c'è chi si dirige verso uno dei mille Uffici Pre-pensionati a Lunga Degenza.

L'uomo sempre in ritardo non capisce queste persone che parlottano freneticamente di cose inutili, con voci basse e confuse nel rumore di fondo della stazione dei treni. No, non capisce. Si incazza, le apostrofa come 'muli', 'vittime del sistema', 'passivi'. La sua frase preferita è "vi fate sottomettere da tutti, per questo che le cose non cambieranno mai".

La gente si volta dall'altra parte e distorce lo sguardo con un certo biasimo. "Povero rincoglionito!".

Io lo guardo come guardo i folli, con un misto di tenerezza e curiosità. E penso che come tutti i folli ha ragione da vendere, ma esagera un po'.  Mi chiedo se c'è una via di mezzo tra la mandria e il folle. Forse è una questione di tempi... La mandria non pensa al tempo se non inconsciamente, come se fosse una successione di cose da fare, già impartite fin dall'infanzia. Il folle pensa al tempo alla stregua di un demone da combattere, vincere o perire, dominare o essere dominati. Forse la scelta migliore è smettere di inseguire il tempo che passa. E' una corsa inutile. Meglio concentrarsi sullo spazio, perché il tempo è un cattivo maestro, nessuno dei suoi allievi riesce mai a superarlo!


2 commenti:

Mara ha detto...

bellissima! Fortunato te che viaggi in treno... e così cogli tutti questi personaggi interessanti, che fonte inesauribile di ispirazione! e...
Ops! sono in ritardo!
:-)

Simone ha detto...

grande massi......bellissima proprio.....

simonep