- Trattoria al Trullo buonaseraaa.
"Accento milanese???"
- Si, salve, ehm, volevo prenotare un tavolo da...
- Attenda un attimo che le passo la cassa.
- Si... grazie.
E va, il mio pensiero se ne va, seguendo un volo che già sa, in quale cuore andare...
"Oh mio dio, la musica d'attesa con Albano! E' surreale..."
- Dicaaa. - Ehm, si, senta ho chiamato, volevo prenotare un tavo... - Per quando?
"Mi fai parlare o no!?!?"
- Vorrei prenotare per questa sera. - A che ora? - Mah, verso le 21. - Nome?
- Luigino.
- Si chiama Luigino di cognome?
"Cazzo, no, certo che no!"
- ... No... è il nome. Vuole anche...
- Benissimo, a 'sta sera allora.... Ah! Scusi, per quante persone?
"Ecco, mi sembrava..." - Siamo in due!
- Grazie, arrivederci.
- Arrivederci!
"E' quasi mezzogiorno, meno male che è venerdì, perché la giornata è cominciata davvero male". Questo era certo il pensiero di Luigino, mentre chiudeva allibito la comunicazione.
Luigino è uno di quei colleghi che ritengo indispensabili per l'armonia e il quieto vivere di ogni buon ufficio ministeriale che si rispetti. Peccato che tra un paio di settimane andrà in pensione.
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venerdì 9 ottobre 2009
mercoledì 19 agosto 2009
Il pensiero positivo
- Massi, tu devi pensare positivo!
- Cioé?
- Il tono di voce, un po' più brillante, sorridi di più.
- Così la vita mi sorriderà?
- E certo!
- Ah, così va bene? ... di più? No di più mi vergogno, si vedono i denti storti!
- Ecco, vedi? E' proprio questo che non va.
- Cosa? I denti storti?
- Ma no pirla! Devi trovare un tuo equilibrio, non pensare all'effetto, agli altri, fai che tutto scorra con naturalezza, da dentro a fuori, da fuori a dentro...
- Ah...
- Vestiti con cura, non trasandato, raditi tutti i giorni, guardati allo specchio e convinciti che ogni giorno può riservare una sorpresa positiva, che c'è una sfida nuova, che puoi vincere.
- Ho giocato al Superenalotto, una schedina con cinque giocate. Ho anche scelto il numero 'star'!
- Si... va bene... è un inizio... non intendevo proprio questo...
- Beh, infatti ogni volta mi sembra di perdere...
- Di nuovo! Non capisci. Così parti sconfitto, allora non giocare nemmeno!
- Dici che il mio umore può influire sulle palline gialle dei monopoli di Stato?
- Se la metti sempre sul sarcastico, allora basta, non ne parliamo più.
- Ma no, dai, scusa, è che ultimamente...
- Basta! Dietro ogni avvenimento c'è sempre un motivo, un messaggio da capire, una lezione. E un fatto negativo può trasformarsi in qualcosa di inaspettato ed estremamente positivo!
- Quindi magari quando sono andato in tabaccheria per giocare la schedina, forse ho perso quei dieci minuti che mi hanno salvato la vita? Che magari uscendo in strada un attimo dopo sarei stato, che so? investito?
- Scherzi?
- Si.
- ...
- ...
- Va beh. Senti. Ad esempio: non pensare sempre agli eventi negativi che hai vissuto ultimamente, pensa ad altro. Pensa al futuro, non fossilizzarti sul passato e nemmeno solo sul presente. Che il passato sia una lezione, non un continuo rimorso o rimpianto.
- Inutile piangere sul latte versato?
- Basta, mi hai rotto il cazzo, sei sempre così... disilluso...
- Quando mi suggerisci di pensare positivo mi fai venire in mente la co-protagonista isterica di American Beauty, che è un fallimento come venditrice e fa training autogeno prima di incontrare i clienti. Sono in gamba! Sono fantastica! Vincerò. Venderò quell'appartamento!
- E poi?
- Poi non vende e le viene una crisi isterica! Mi sembra che uccida il marito o non so, non ricordo bene, ma finisce male... Mi fa pena! Le cose vanno male e lei nega la sua situazione. Ti procura un riso amaro... E' veramente penoso questo atteggiamento di negare la realtà e di sorridere alle sventure della vita... Penso che il pensiero negativo sia invece estremamente affascinante, dolce e malinconico, gravido di poesia, di speranza che le cose andranno meglio. Il senso delle cose, anche quando non vanno bene, ti arricchisce, ti fa gustare quello che poi verrà di buono e di positivo. Cose così, saranno banali, ma ci credo...
- Inutile! Sei senza speranza!
- Lo vedi ... ?
- ... ?
- ...
- Ma vaffanculo!
- Ecco!
- Cioé?
- Il tono di voce, un po' più brillante, sorridi di più.
- Così la vita mi sorriderà?
- E certo!
- Ah, così va bene? ... di più? No di più mi vergogno, si vedono i denti storti!
- Ecco, vedi? E' proprio questo che non va.
- Cosa? I denti storti?
- Ma no pirla! Devi trovare un tuo equilibrio, non pensare all'effetto, agli altri, fai che tutto scorra con naturalezza, da dentro a fuori, da fuori a dentro...
- Ah...
- Vestiti con cura, non trasandato, raditi tutti i giorni, guardati allo specchio e convinciti che ogni giorno può riservare una sorpresa positiva, che c'è una sfida nuova, che puoi vincere.
- Ho giocato al Superenalotto, una schedina con cinque giocate. Ho anche scelto il numero 'star'!
- Si... va bene... è un inizio... non intendevo proprio questo...
- Beh, infatti ogni volta mi sembra di perdere...
- Di nuovo! Non capisci. Così parti sconfitto, allora non giocare nemmeno!
- Dici che il mio umore può influire sulle palline gialle dei monopoli di Stato?
- Se la metti sempre sul sarcastico, allora basta, non ne parliamo più.
- Ma no, dai, scusa, è che ultimamente...
- Basta! Dietro ogni avvenimento c'è sempre un motivo, un messaggio da capire, una lezione. E un fatto negativo può trasformarsi in qualcosa di inaspettato ed estremamente positivo!
- Quindi magari quando sono andato in tabaccheria per giocare la schedina, forse ho perso quei dieci minuti che mi hanno salvato la vita? Che magari uscendo in strada un attimo dopo sarei stato, che so? investito?
- Scherzi?
- Si.
- ...
- ...
- Va beh. Senti. Ad esempio: non pensare sempre agli eventi negativi che hai vissuto ultimamente, pensa ad altro. Pensa al futuro, non fossilizzarti sul passato e nemmeno solo sul presente. Che il passato sia una lezione, non un continuo rimorso o rimpianto.
- Inutile piangere sul latte versato?
- Basta, mi hai rotto il cazzo, sei sempre così... disilluso...
- Quando mi suggerisci di pensare positivo mi fai venire in mente la co-protagonista isterica di American Beauty, che è un fallimento come venditrice e fa training autogeno prima di incontrare i clienti. Sono in gamba! Sono fantastica! Vincerò. Venderò quell'appartamento!
- E poi?
- Poi non vende e le viene una crisi isterica! Mi sembra che uccida il marito o non so, non ricordo bene, ma finisce male... Mi fa pena! Le cose vanno male e lei nega la sua situazione. Ti procura un riso amaro... E' veramente penoso questo atteggiamento di negare la realtà e di sorridere alle sventure della vita... Penso che il pensiero negativo sia invece estremamente affascinante, dolce e malinconico, gravido di poesia, di speranza che le cose andranno meglio. Il senso delle cose, anche quando non vanno bene, ti arricchisce, ti fa gustare quello che poi verrà di buono e di positivo. Cose così, saranno banali, ma ci credo...
- Inutile! Sei senza speranza!
- Lo vedi ... ?
- ... ?
- ...
- Ma vaffanculo!
- Ecco!
mercoledì 12 agosto 2009
L'uomo bidimensionale
Il Sig. Ragni ha un armadio con cinque completi blu estivi e cinque completi blu invernali, cinque camice bianche estive e cinque camice bianche in doppio ritorto per l'inverno. Cinque cravatte blu, tre scarpe nere invernali e tre estive. Stessi modelli, stesse marche, stesso negozio.
La mattina si sveglia, al secondo spaccato, doccia, boxer, la faccia quadrata dai lineamenti perfettamente regolari, si specchia e si rade con sicurezza e determinazione. Le basette al millimetro.
Apre l'armadio e non ci sono dubbi: ogni uguale combinazione è numerata per giorno: uno è lunedì, due è martedì, tre è mercoledì.
Così è tutta la sua vita, immagino. Così apparentemente perfetta è la sua esistenza, così geometricamente piatte e regolari le sue aspettative, così solida la sua percezione di uomo realizzato. Il lavoro giusto con uno stipendio appropriato, la moglie giusta - che produce corna perfettamente simmetriche, il figlio giusto - tra qualche anno sarà un tossico, la vacanza giusta - Albarella, il SUV modello parallelepipedo con le gomme; tutto appropriato, tutto quadra, senza una piega. Almeno apparentemente.
E' convinto che tutto ciò sia merito suo - non sa che la vita è essenzialmente una miscela di tre quarti di culo e un quarto di predisposizione al culo. E anche fosse... ma certo! tutto questo è certamente merito suo! Sai che roba.... il suo mondo scorre via liscio come un tubo di scarico perfettamente calibrato.
Lo incrocio ogni giorno e ogni volta, come se fosse la prima, lui osserva il mio passo lento e sul suo quadrato facciale si disegna un taglio obliquo perfettamente regolare, tipo:
[>:-/]
So cosa si materializza nel suo cervello bidimensionale: "Ah, se tutti fossero come te, Massimiliano!". Quale forma di rimprovero è più stupida di una frase del genere: "Se tutti fossero come te!".
Già, se tutti fossero come me, penso, "minimo minimo la mia ragazza sarebbe confusa!"
Un giorno la faccia quadrata ebbe il coraggio di dirmelo: "se tutti fossero come te...". Al che gli risposi, con voce ferma e decisa:
L'ABITO LO FA IL MONACO! LO SAI? L'ABITO LO FA IL MONACO!!!
Lui rimase atterrito, con la certezza che io fossi completamente pazzo - forse l'unica certezza sensata della sua vita. Allora io con una punta di malcelato orgoglio presi la via del bagno, per i tre minuti meglio retribuiti della giornata.
Non so per quale motivo, ma da quel giorno, l'uomo bidimensionale mi ha sempre parlato con diffidenza - e con un certo timore.
ps: nomi e cognomi, situazioni, episodi e ambienti sono frutto della mia fantasia. Se ciò è possibile...
La mattina si sveglia, al secondo spaccato, doccia, boxer, la faccia quadrata dai lineamenti perfettamente regolari, si specchia e si rade con sicurezza e determinazione. Le basette al millimetro.
Apre l'armadio e non ci sono dubbi: ogni uguale combinazione è numerata per giorno: uno è lunedì, due è martedì, tre è mercoledì.
Così è tutta la sua vita, immagino. Così apparentemente perfetta è la sua esistenza, così geometricamente piatte e regolari le sue aspettative, così solida la sua percezione di uomo realizzato. Il lavoro giusto con uno stipendio appropriato, la moglie giusta - che produce corna perfettamente simmetriche, il figlio giusto - tra qualche anno sarà un tossico, la vacanza giusta - Albarella, il SUV modello parallelepipedo con le gomme; tutto appropriato, tutto quadra, senza una piega. Almeno apparentemente.
E' convinto che tutto ciò sia merito suo - non sa che la vita è essenzialmente una miscela di tre quarti di culo e un quarto di predisposizione al culo. E anche fosse... ma certo! tutto questo è certamente merito suo! Sai che roba.... il suo mondo scorre via liscio come un tubo di scarico perfettamente calibrato.
Lo incrocio ogni giorno e ogni volta, come se fosse la prima, lui osserva il mio passo lento e sul suo quadrato facciale si disegna un taglio obliquo perfettamente regolare, tipo:
[>:-/]
So cosa si materializza nel suo cervello bidimensionale: "Ah, se tutti fossero come te, Massimiliano!". Quale forma di rimprovero è più stupida di una frase del genere: "Se tutti fossero come te!".
Già, se tutti fossero come me, penso, "minimo minimo la mia ragazza sarebbe confusa!"
Un giorno la faccia quadrata ebbe il coraggio di dirmelo: "se tutti fossero come te...". Al che gli risposi, con voce ferma e decisa:
L'ABITO LO FA IL MONACO! LO SAI? L'ABITO LO FA IL MONACO!!!
Lui rimase atterrito, con la certezza che io fossi completamente pazzo - forse l'unica certezza sensata della sua vita. Allora io con una punta di malcelato orgoglio presi la via del bagno, per i tre minuti meglio retribuiti della giornata.
Non so per quale motivo, ma da quel giorno, l'uomo bidimensionale mi ha sempre parlato con diffidenza - e con un certo timore.
ps: nomi e cognomi, situazioni, episodi e ambienti sono frutto della mia fantasia. Se ciò è possibile...
giovedì 25 giugno 2009
Uomini stereotipo
Sono circondato da uomini-stereotipo.
Mi giro di qua, toh! il professionista della finanza, 43 anni, manager di medio livello, incapace di capire altro nella vita che i suoi amatissimi prodotti strutturati. Lui è capace di valutare tutto e di non comprendere nulla! Però accidenti se è spigliato. Ha lo sguardo assassino, occhietti chiari, piccoli, rotondi, alto uno e novanta e passa, lo chiamano 'cavallo pazzo' perché ha le gambe che sembrano due parentesi tonde (con il vuoto in mezzo) e perché a volte sclera.
Qui nell'ambiente è un figo, per me è solo uno sfigato, nemmeno di quelli più involontariamente comici, quindi doppiamente penoso, ha bisogno di alzare la voce per comunicare al mondo quello che lui, intimamente, sa di non essere, ovvero uno che conta veramente, se non altro per se stesso.
La sua finta autostima è cresciuta a dismisura negli anni d'oro della finanza, dalla fine degli anni ottanta fino alla fine degli anni novanta, quando si vendeva tutto, gli istituti di credito sembravano il mercato del pesce al venerdì...
"signo' bello belloooo, calamariseppiegamberoni, freschifreschi, quindicimilalireilchilo! signooooooooo".
Ora guadagnerà quei settanta ottanta chili lordi l'anno, che se lo cacciassero a pedate farebbe fatica a trovarsi qualcos'altro da fare. In effetti che sa fare? Beh qualche capacità ce l'ha, a pensarci su: sa strisciare benissimo, lo si capisce dalla postura un po' gobba, sa leccare, lo si vede da come scodinzola con la lingua, probabilmente è un po' zabetta, ha sempre le antenne dritte (si sa mai), basta vedere i padiglioni auricolari ben sviluppati e le orecchie appuntite. Dovessi trasformarlo in un personaggio Fantasy, mi verrebbe sicuramente in mente una specie di verme, oppure un goblin, considerato anche il naso adunco e il fisico un po' rachitico. Si, un goblin eccezionalmente alto.
Mi giro di là... che tristezza! la gallina d'ufficio, quella che non fa le uova, ma per il resto sa fare tutto, proprio tutto, tranne lavorare si intende (almeno nel senso che richiederebbe il contratto di lavoro). Non ne ha bisogno. Anche lei sa usare benissimo la lingua. Oddio, io non l'ho mai sperimentato di persona, ma le voci corrono velocissime in certi ambienti. Tutti sanno della sua arte dal momento esatto in cui lei stava terminando il suo primo lavoretto da sotto-scrivania. Per questo ha fatto una certa carriera, più che altro rapida seppur non esaltante, perché è pericoloso far crescere troppo certe 'professioniste' (professionalmente incompetenti, farebbero danni, potrebbero ricattare, invecchiano male).
Presenzialista quando c'è lui, il grande capo, assenzialista quando il capo è in ferie, e non per forza perché stanno in ferie assieme. Lavora tanto, fino alle venti, tutte le sere. A casa in genere l'aspetta il cane, oppure il marito cornuto. Per questo può fare tardi. E il tempo non basta mai: vuoi mettere? puoi immaginare la fatica di sfogliare cinquecento foto e scegliere quelle da stampare per una che con il computer ha la stessa confidenza che può avere un pinguino con lo smalto per le unghie?
lunedì 20 aprile 2009
I personaggi di Neurasia: Dario e lo specchio
Dario è ossessionato dagli specchi e da qualsiasi superficie capace di riflettere la sua immagine. Quando passeggia non perde occasione per controllare che tutto sia ancora a posto: un ciuffo di capelli stirato male, come se volesse fuggire dalla folta criniera corvina, il finto luccichio delle lenti a contatto viola, la polo infilata nei jeans, senza pieghe e soprattutto l'espressione... mi raccomando, questa volta non mi devono prendere in giro! Quando attraversa il corridoio di casa, dal bagno alla cucina, rallenta quasi impercettibilmente davanti allo specchio che si trova nel disimpegno... tutto a posto? si dai, tutto ok.
Credo che la sua ossessione sia viva, come un demone irridente che abita contemporaneamente in tutti gli specchi del mondo e quando vede passare Dario si diverte ad osservarne quell'espressione così sollevata nel riconoscersi in questo surrogato del mondo: io, sono ancora io... Lo specchio-placenta!
Dario mi fa tenerezza, è un bravo ragazzo sui 35 anni, forse ha paura di quello che lo specchio non può riflettere e allora si concentra sulla propria fraterna, consueta, rassicurante immagine. Il mondo fa paura se tuo padre e il padre di tuo padre comandavano i soldati con la sicurezza che può darti una divisa con la greca infarcita di stelline. Parla con l'accento del nordest italiano, con una voce effemminata che sembra un vecchio cinquantino quando accelera per impennare e poi si spegne sull'ultima sillaba. Una cantilena che non sai mai se stia affermando qualcosa oppure faccia delle domande esistenziali: una sorta di doroteismo socratico! Il suo accento è inconsapevolmente più marcato, perché in realtà non è originario di quelle parti, è figlio di immigrati.
Lavora in uno di quei comuni del Veneto con l'accento sulla 'a'. Nonostante la difficoltà di essere impiegati statali ai tempi di Brunetta, avendo molte ferie, un orario di lavoro agevole, pochi stress, uno stipendio discreto e sicuro e una bella moglie, sarebbe ora di avere dei figli. Forse non vuole prendersi questa responsabilità. E' strano, perché lo conosco da 4 anni e dopo infinite pressioni dei suoceri sul tema 'nipotino', solo pochi giorni fa si è deciso e ha comprato la playstation: comincia a starmi simpatico!
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