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lunedì 24 settembre 2012
Il Tracozziere
Solo pochi bambini hanno visto da vicino il Tracozziere. Anche perché è timido, si nasconde in tane che possono essere lunghe migliaia di metri e profondissime, tanto che qualcuno dice che arrivino al centro della Terra. Quelli che l'hanno visto hanno detto che assomiglia a una talpa, marrone e con gli occhi piccolini. Infatti ci vede poco. Però è ricoperto da una corazza molto dura e per questo i grandi dicono che potrebbe essere un armadillo. Sarebbe l'unico armadillo che vive nei boschi del Nord. Il Tracozziere non parla molto volentieri e quando ha paura si appallottola e sembra una specie di palla schiacciata. Oppure scava velocemente una tana e non lo vedi più. Si nutre di foglie e radici e va matto per le betulle. Per scelta non mangia gli insetti. Anche perché molti sono suoi amici! Il Tracozziere, anche se è timido, è un animale molto saggio e si dice che dia sempre buoni consigli. Non tutti sanno che in realtà fu un Tracozziere a suggerire al Ranocchio il modo per annullare il maleficio e farsi trasformare in Principe dalla sua amata Principessa. Purtroppo non divenne famoso perché, come abbiamo detto, è un tipo... molto riservato!
mercoledì 19 settembre 2012
Il mondo perduto
Esiste un mondo perduto e non è quello dei dinosauri di Spielberg.
E' un cassonetto indifferenziato, dove ogni giorno gettiamo chili di significati: sono le parole quando muoiono, come foglie che danzano nell'aria d'autunno. Involucri ossidati dal tempo e dall'ignoranza. Semplici significanti buoni per i cruciverba, e fine.
Poi un giorno ci diremo "amore", con la voce tremolante, chiedendoci perché siamo sopraffatti da queste cinque lettere. Forse perché ogni rimosso non svanisce così nel nulla. Anche i significati seguono la legge della conservazione della massa.
A mia figlia racconto di una fattoria piena di unicorni e di almanastri, di tracozzieri e blandinasi.
Che crescano con lei, che un giorno magari potrà raccontare di un mondo nuovo.
E' un cassonetto indifferenziato, dove ogni giorno gettiamo chili di significati: sono le parole quando muoiono, come foglie che danzano nell'aria d'autunno. Involucri ossidati dal tempo e dall'ignoranza. Semplici significanti buoni per i cruciverba, e fine.
Poi un giorno ci diremo "amore", con la voce tremolante, chiedendoci perché siamo sopraffatti da queste cinque lettere. Forse perché ogni rimosso non svanisce così nel nulla. Anche i significati seguono la legge della conservazione della massa.
A mia figlia racconto di una fattoria piena di unicorni e di almanastri, di tracozzieri e blandinasi.
Che crescano con lei, che un giorno magari potrà raccontare di un mondo nuovo.
venerdì 6 luglio 2012
Il migliore dei mondi
Un rifugio, un fermo immagine, una visione interiore, un sogno o un'allucinazione - che importa?
Quando un bimbo si alza per la prima volta, spalanca gli occhi e istintivamente sorride, cercando conforto nei tuoi occhi ...
Rimane come una traccia, una scia tanto luminosa che è quasi invisibile. Un posto d'onore nella tribuna dell'esistente, una via d'uscita verso cui fuggire, lasciando che il resto ... sparisca. E sparisca soprattutto il tempo.
Dio ti prego ferma il gioco in quell'attimo! Nel punto di contatto tra la mia pelle e la pelle del mondo.
martedì 26 agosto 2008
26 agosto 2008
Piangevi. Le tue labbra sottili non trattenevano il tremore della sofferenza, come una voce sommessa, che vorrebbe urlare ma non ne ha il coraggio. Sei sempre stata così, un angelo leggero che sembrava piegarsi a ogni soffio di vento, ma che era in grado di reggere tutto il peso del mio mondo. Il più dolce e timido dei titani.
Perché non mi guardavi? Per non trasmettermi neanche un attimo di quell'angoscia, ne sono sicuro. Perché avevi attraversato la notte per vivere una parentesi di gioia, che poteva essere la speranza di una felicità più lunga del volo di una foglia.
Io dovevo andar via, dovevo svegliarmi.
Ho ingannato il diavolo e in un attimo di distrazione ti ho raggiunta, ti ho abbracciata e...
Piangevi. Perché sapevi che tutto sarebbe stato rimandato, ancora, un'altra volta, per chissà quante volte. Un abbraccio che è durato una vita o forse una notte. Le mie parole erano le tue parole, ma non siamo riusciti a dire nulla.
Io dovevo andar via, dovevo svegliarmi.
Perché non mi guardavi? Per non trasmettermi neanche un attimo di quell'angoscia, ne sono sicuro. Perché avevi attraversato la notte per vivere una parentesi di gioia, che poteva essere la speranza di una felicità più lunga del volo di una foglia.
Io dovevo andar via, dovevo svegliarmi.
Ho ingannato il diavolo e in un attimo di distrazione ti ho raggiunta, ti ho abbracciata e...
Piangevi. Perché sapevi che tutto sarebbe stato rimandato, ancora, un'altra volta, per chissà quante volte. Un abbraccio che è durato una vita o forse una notte. Le mie parole erano le tue parole, ma non siamo riusciti a dire nulla.
Io dovevo andar via, dovevo svegliarmi.
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